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	<title>Here Comes The Light</title>
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	<description>Poesia, cinema, musica e altro ancora...</description>
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		<title>Dolce droga</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Mar 2012 00:05:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elendil</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[“Caspita, ho fatto in fretta”. Il cartello di Concesio mi accoglie ufficialmente in quello che è un inizio domenicale di Val Trompia. Di solito faccio la A21 fino a Brescia, attraverso il centro, un rapido sguardo a Piazzale Arnaldo, passo l’ospedale e prendo la valtrumplina. Ma è dannatamente più lunga! Oggi ho fatto la A7, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandrotomasi.it/blog/wp-content/uploads/2012/03/DSC8196_1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-336" title="_DSC8196_1" src="http://www.alessandrotomasi.it/blog/wp-content/uploads/2012/03/DSC8196_1.jpg" alt="" width="628" height="420" /></a></p>
<div style="margin-bottom: 100px;">
<p style="text-align: justify;">“Caspita, ho fatto in fretta”. Il cartello di Concesio mi accoglie ufficialmente in quello che è un inizio domenicale di Val Trompia. Di solito faccio la A21 fino a Brescia, attraverso il centro, un rapido sguardo a Piazzale Arnaldo, passo l’ospedale e prendo la valtrumplina. Ma è dannatamente più lunga! Oggi ho fatto la A7, la tangenziale di Milano, la A4, ed eccomi qui. È trascorsa solo un’ora e 20 dalla mia immissione sul raccordo di Bereguardo, e sono praticamente dai miei nonni! Ludovico imposta le curve e, come sempre, risveglia tante emozioni. È stato un 2011 impegnativo, dal punto di vista personale e lavorativo. Mentre la spalla destra mi duole ancora, ancora sento 	quell’odore nelle narici, ancora quelle sensazioni. Davanti a me un futuro incerto, scelto nel momento in cui ho comprato gli Alpha Test per tentare di entrare alla facoltà di medicina, in un afoso pomeriggio di Luglio. Scrivo medicina con la m minuscola perché non sono convinto di voler far parte di quella penosa categoria di persone chiamate medici, ma forse è ancora troppo presto per dire di essere o non essere convinti. Molti attendono il mio fallimento in questa nuova esperienza, e a loro va il mio sorriso nel pensare che le probabilità volgono a mio sfavore. Sono tornato studente full-time da ottobre; ho fatto per 6 mesi il soccorritore professionista. Ah, non chiedetemi perché ci chiamiamo professionisti: 120 ore di formazione a malapena bastano per farci distinguere se uno è sveglio oppure no, e la Lombardia dice anche che siamo l’eccellenza italiana. Ma sto divagando. Dicevamo, studente! Si, proprio studente, di quelli con la bicicletta, lo zaino in spalla, i capelli spettinati, gli aperitivi, lo sguardo e l’atteggiamento da grandi e altre amenità del genere. Solo che l’atteggiamento da grande non posso fingerlo. I miei compagni di banco hanno 6 anni meno di me, e quando li vedo penso al loro primo esame orale, al confrontarsi ogni mattina con aule “giganti”, a quanto hanno ancora da scoprire sulla vita universitaria, a quanto saranno contenti di poter stare lontano da casa, e come si ricredano in fretta quando varcano la porta di casa per portare a casa i panni da lavare, ogni fine settimana. Non lo nego, invidio la loro freschezza. E io, che nonostante tutto sono tornato alla medicina, dopo averla respirata per tutta l’infanzia, dopo averla sfiorata 6 anni fa, dopo averla incontrata da quasi 3 anni? Studente, squattrinato, con poca voglia di studiare e pochi soldi. Devo anche cambiare macchina, e non ho la possibilità economica di farlo. Da quel che ho capito dalle spiegazioni del meccanico, ha un danno al ponte posteriore, alla ruota destra. Mi ha consigliato di non farci viaggi lunghi, ma io continuo ad usare la macchina. Quando sento un cigolio più forte del solito, penso che dovrei spendere questi dannati 1000 e passa euro per sistemarla, o fare testamento per ogni evenienza, o tutti e due. La morale è che non c’è mai tempo e soldi per fare nulla, che non vedo mai il valore di quello che ho, ma sempre di quello che perdo. Per mia stessa natura sono volto al passato, non riesco a godermi il presente, e sogno un futuro in cui non rimpiangerò le scelte fatte. Mica male, se pensate che un pianoforte può creare tutto questo dal nulla. Nel frattempo, penso che sono in viaggio da 1 ora e mezza, sveglio da quasi 2 e mezza  e con solo qualche biscotto nella pancia, così decido di fermarmi. Parcheggio la macchina ed entro, il tempo di un panino ed una birra. Dietro il bancone, una bella ragazza mi accoglie, il bar è deserto. “Fate panini?” le domando, “Si, anche toast” mi risponde. I suoi occhi brillano, le sue guance si tingono di rosso. “Allora me ne fai due per cortesia?” &#8211; “Sono molto grandi” &#8211; “Uhm, allora uno solo” – “Da bere?” &#8211; “Una birra media, bionda, grazie”. Mi siedo, accendo il computer, la guardo, mi guarda, sorrido, sorride, prima di scomparire a farmi il toast. Mi porta da bere. È bionda, con i capelli corti e il visto delicato, gli occhi scuri, un vestitino nero, gli stivali al ginocchio, le unghie smaltate. Sprigiona spensieratezza da ogni poro della pelle. Trovo un argomento di discussione futile, per attaccare bottone. “Fortuna che ho trovato questo bar, sto risalendo tutta la Val Trompia e sei la prima aperta” – “Ah si.. diciamo che la fortuna cambia a seconda del punto di vista”. Sorrido, le racconto i miei trascorsi nel commercio, di quante domeniche ho lavorato vendendo cose noiose a persone ancor più noiose. Come ho cominciato questa conversazione? Non ricordo, ora noto solo questa voce genuina e simpatica, intaccata da una raucedine insistente. Fumo, allergia primaverile, lupus eritematoso sistemico? E chi lo sa, forse guardo troppi episodi di House MD. Mi porta il toast, piccolo. “Lo sapevo” penso, e dopo averlo divorato,  ne ordino un altro. “Di dove sei” mi chiede, e io incespico. “Pari…ehm.. Pavia, ma ho i nonni a Bovegno, ma sono nato e cresciuto a Pontedilegno, e ora sono a Pavia per studio” – “Si sente”. Si sente?! Nonostante mi irriti essere identificato come straniero, ringrazio Dio di non avere l’accento bresciano,  e tengo questo commento per me. “E tu, di dove sei?” – “Di Lumezzane, beh certo non è Pavia”. Ecco, appunto. Riporto il bicchiere, la tovaglietta, il piatto al bancone, e ordino un caffè. “Lavori qui da molto?” “6 mesi, che cosa studi a Pavia?” “Medicina, primo anno” &#8211; “Primo anno? Ma prima facevi qualcos’altro?”. Ecco, questa è una domanda che mi irrita, perché nessuno ormai crede che abbia 19 anni. “Si, primo anno, ma prima ho studiato Farmacia, poi mi sono arenato, sono impazzito, e ora studio Medicina, ricominciando tutto da capo” . Ride, “Quanti anni hai?” “26 a Giugno, e tu?”  &#8211; “io 23”. È proprio giovane, perché lavora in un bar? “Lavori qui full-time?” &#8211; “Si” – “E cosa hai fatto al lice.. alle superiori?” – “ho fatto ragioneria” – “E non hai mai pensato di continuare gli studi?” Lo penso solo ovviamente, ma non credo che il barista sia un mestiere allettante per una ragazza di 23 anni. “No, per carità! Ho un sacco di amiche che fanno l’università, ma non fa per me, io proprio non ho voglia di studiare”. “Peccato” rispondo io “Io sto bene così” osserva lei. Le chiedo il conto, mi fa lo sconto, mi saluta con un altro sorriso e un velo di “nonsocosa”, ricambio guardandola un’ultima volta ed esco dal locale. Salgo in macchina, metto in moto. Non suona più Ludovico, e decido di fare una telefonata.  “Ciao, hai tempo? La vita è proprio strana. Ci credi se ti dico che ho mangiato 2 toast, bevuto una birra e preso uno schiaffo proprio nel bel mezzo della Val Trompia?”.</p>
</div>
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		<title>Triplo Haiku imperfetto</title>
		<link>http://www.alessandrotomasi.it/blog/2011/07/triplo-haiku-imperfetto/</link>
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		<pubDate>Sun, 17 Jul 2011 12:49:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elendil</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[haiku]]></category>
		<category><![CDATA[pianoforte]]></category>

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		<description><![CDATA[sotto l&#8217;albero una vita non basta condividiamo? sopra la croce un nome è già tanto e due troppi al piano forte la prima nota nera poi luce bianca]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center; margin-top: 40px;">sotto l&#8217;albero<br />
una vita non basta<br />
condividiamo?</p>
<p style="text-align: center;">sopra la croce<br />
un nome è già tanto<br />
e due troppi</p>
<p style="text-align: center; margin-bottom: 40px;">al piano forte<br />
la prima nota nera<br />
poi luce bianca</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.alessandrotomasi.it/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Your halo slippin down</title>
		<link>http://www.alessandrotomasi.it/blog/2011/06/your-halo-slippin-down/</link>
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		<pubDate>Sun, 05 Jun 2011 20:39:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elendil</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Se corri, pensi solo a mantenere il fiato, a portare una gamba davanti all&#8217;altra, e così via. Ma se ti fermi? Improvvisamente, realizzi una terribile verità. Ci sono cose nella vita che cambiano. Altre, non cambieranno mai. Piegato da una rivelazione tanto semplice quanto amara. Piegato perché non è una rivelazione. But I&#8217;m more than [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Se corri, pensi solo a mantenere il fiato, a portare una gamba davanti all&#8217;altra, e così via. Ma se ti fermi? Improvvisamente, realizzi una terribile verità.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Ci sono cose nella vita che cambiano. Altre, non cambieranno mai.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Piegato da una rivelazione tanto semplice quanto amara. Piegato perché non è una rivelazione.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><em>But I&#8217;m more than just a little curious<br />
How you&#8217;re plannin&#8217; to go about makin&#8217; your amends<br />
To the dead<br />
To the dead</em></p>
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		<title>La morte del vecchio, la vita del nuovo</title>
		<link>http://www.alessandrotomasi.it/blog/2011/05/la-morte-del-vecchio-la-vita-del-nuovo/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2011 23:59:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elendil</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella città senza nome è notte fonda, e si odono solo i miei passi. Mi accascio, infreddolito, e muoio. È una sensazione bellissima. Le voci nella mia testa smettono di urlare con tutto il loro furore. Nemmeno i passi ora, solo il rumore del vento tra i palazzi. Muoio in un vicolo, e c&#8217;è puzza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella città senza nome è notte fonda, e si odono solo i miei passi. Mi accascio, infreddolito, e muoio. È una sensazione bellissima. Le voci nella mia testa smettono di urlare con tutto il loro furore. Nemmeno i passi ora, solo il rumore del vento tra i palazzi. Muoio in un vicolo, e c&#8217;è puzza di piscio di gatto, ma come godo! Da qualche altra parte, un bambino rinasce! Succede così nella città senza nome: un vecchio muore, ma un bambino vive! Tutto diventa magnificamente annebbiato, e mi immagino già a danzare, finalmente a danzare! Le luci si abbassano, le palpebre si chiudono, ed esalo l&#8217;ultimo respiro.</p>
<p>Mi sveglia il rumore del netturbino  che spazza i cocci delle bottiglie. &#8220;Cazzo!&#8221; mi dico, anche stavolta. Le voci nella mia mente ricominciano a parlarmi, stavolta sussurrando. Tanto lo so, ora di stasera urleranno di nuovo. E così mi trascino verso casa. Un nuovo giorno è sorto, ma io sono già stanco. E per morire devo aspettare fino alla prossima notte.</p>
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		<title>Lettera al padre che ogni figlio meriterebbe</title>
		<link>http://www.alessandrotomasi.it/blog/2011/04/lettera-al-padre-che-ogni-figlio-meriterebbe/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Apr 2011 17:14:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elendil</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi piace pensarci così: zaino in spalla, alla ricerca di un buono scatto. Non importavano le condizioni meteo, che fosse giorno o sera. Le nostre  &#8220;balades photos&#8221; erano irrinunciabili. Dio sa quanto abbiamo parlato, quanto abbiamo condiviso. E alla fine, ti ritrovi a pensare che non basta mai. Quante cose avremmo potuto fare? Quanti pensieri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="Richard" src="http://www.alessandrotomasi.it/blog/immagini/richard.jpg" alt="" width="335" height="501" /></p>
<p style="text-align: justify;">Mi piace pensarci così: zaino in spalla, alla ricerca di un buono scatto. Non importavano le condizioni meteo, che fosse giorno o sera. Le nostre  &#8220;balades photos&#8221; erano irrinunciabili. Dio sa quanto abbiamo parlato, quanto abbiamo condiviso. E alla fine, ti ritrovi a pensare che non basta mai. Quante cose avremmo potuto fare? Quanti pensieri avremmo potuto condividere? Troppi per una vita sola, pochi per il tempo che ci è stato concesso. Ricordo ancora la mia prima lettera, ed il nostro ricongiungimento. Eravamo così felici. Mi hai ridato la vita e la speranza, e forse non te l&#8217;ho mai detto. Se per me è mai esistita una casa, beh quella era proprio a Parigi, una città che mi ha dato così tanto, e che mi ha portato via altrettanto. E se mai ho avuto una famiglia, quella eri proprio tu. Legati così indissolubilmente da un dolore ed un amore così profondo, da quella meravigliosa cicatrice il cui segno non va via. Ed ora? Manco a dirlo, mi manca la terra sotto i piedi. Mi ritrovo nuovamente ad osservare con lo sguardo perso, di nuovo quel profumo, di nuovo quelle voci. Se c&#8217;è davvero un senso in tutto questo, io non lo capisco. Eppure, mai come ora diviene chiaro il significato della Fede. Perché quel che è certo è che questa rosa chiamata vita è davvero piena di spine, ma cosa ne può eguagliare il profumo?</p>
<p style="text-align: justify;">Non prendertela se ti dico che ti invidio perché, come dice Gibran: <em>&#8220;quando la terra esigerà le vostre membra, solo allora danzerete veramente&#8221;</em>. È un desiderio represso che riemerge nei momenti di malinconia, di cui questa breve lettera è intrisa.</p>
<p>Ti saluto, hai già ripreso il cammino. Questa volta non posso venire con te e Dio sa quanto mi dispiace, perché non mi basterebbero un milione di vite per poter fare una foto bella quanto le tue, e due milioni non varrebbero il piacere di riabbracciarvi. Mi piace immaginarti così, a passeggio su di un sentiero. Dopo la curva, c&#8217;è la donna che entrambi amiamo. Dopo quella curva, ogni cosa diventa chiara e limpida. Un abbraccio a tutti e due, un giorno ci reincontreremo.</p>
<p style="text-align: justify; margin-bottom: 60px;">Ale (il figlio che un padre non si meriterebbe)</p>
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		<title>Where to?</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 19:32:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elendil</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[il profeta]]></category>
		<category><![CDATA[Kahlil Gibran]]></category>

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		<description><![CDATA[Ma voi, figli dello spazio, irrequieti nel riposo, voi non verrete né intrappolati, né domati. la vostra casa non sarà l&#8217;áncora, ma l&#8217;albero della nave. Non sarà una lucente membrana che nasconde una piaga, ma una palpebra che protegge l&#8217;occhio. Voi non piegherete le vostre ali per varcare la soglia, né chinerete il capo per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="Where to?" src="http://www.alessandrotomasi.it/blog/immagini/where_to.jpg" alt="" width="370" height="556" /></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center; margin-top: 60px; margin-bottom: 100px;"><em>Ma voi, figli dello spazio, irrequieti nel riposo, voi non verrete né intrappolati, né domati.<br />
la vostra casa non sarà l&#8217;áncora, ma l&#8217;albero della nave. Non sarà una lucente membrana che nasconde una piaga, ma una palpebra che protegge l&#8217;occhio.<br />
Voi non piegherete le vostre ali per varcare la soglia, né chinerete il capo per non urtare contro il soffitto, né tratterrete il respiro per paura che i muri si fendano e crollino.<br />
Voi non abiterete in tombe fatte dai morti per i vivi.<br />
E nonostante magnificenza e splendore, la vostra casa non tratterrà il vostro segreto, né proteggerà il vostro desiderio.<br />
Poiché ciò che in voi è sconfinato dimora nel palazzo del cielo, la cui porta è la bruma mattutina, e le cui finestre sono le poesie e i silenzi della notte.</em></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify; margin-bottom: 30px;">A volte vorrei davvero capire il significato della parola figlio. Non mi sono mai sentito tale. Mi sento vecchio, altro che figlio. Vorrei poter comprendere cosa significa il termine casa. Non ce l&#8217;ho mai avuta.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left; margin-bottom: 30px;">Tutte bugie. Sono stato figlio e ho avuto una casa. Solo che è stato tanto tempo fa. Forse troppo.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left; margin-bottom: 30px;">Vorrei avere delle risposte, questo si.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left; margin-bottom: 30px;">O forse no?</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: justify;">Forse, se avessi le risposte la mia vita non sarebbe quello che è. E io amo la mia vecchiaia, nel bene e nel male.  In fondo, è la commistione di bene e male a rendermi ciò che sono.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: center; margin-top: 60px;"><em>Il frutto non può di sicuro dire alla radice &#8220;Sii come me, maturo e carnoso, e dona sempre la tua abbondanza.&#8221;</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Poiché come il frutto ha necessità di dare, la radice ha necessità di ricevere.</em></p>
<p style="text-align: left; margin-bottom: 80px; margin-top: 80px;">Foto: <a href="http://www.flickr.com/photos/giladbenari/4759755795" target="_blank">Fading Away</a> di Gilad Benari.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.alessandrotomasi.it/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Tigre! Tigre!</title>
		<link>http://www.alessandrotomasi.it/blog/2010/09/tigre-tigre/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 11:26:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Tomasi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Canti d'esperienza]]></category>
		<category><![CDATA[foto Alessandro Tomasi]]></category>
		<category><![CDATA[tiger]]></category>
		<category><![CDATA[tigre]]></category>
		<category><![CDATA[William Blake]]></category>

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		<description><![CDATA[Tigre! Tigre! Divampante fulgore nelle foreste della notte, quale fu l’immortale mano o l’occhio ch’ebbe la forza di formare la tua terrificante simmetria? In quali obissi o in quali cieli accese il fuoco dei tuoi occhi? Sopra quali ali osa slanciarsi? E quale mano osa afferrare il fuoco? E quali spalle, quale arte, poté torcerti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" title="Tigre" src="http://www.alessandrotomasi.it/blog/immagini/tigre.jpg" alt="" width="405" height="605" /></p>
<p style="text-align: center; margin-top: 40px;">Tigre! Tigre! Divampante fulgore<br />
nelle foreste della notte,<br />
quale fu l’immortale mano o l’occhio<br />
ch’ebbe la forza di formare la tua terrificante simmetria?</p>
<p style="text-align: center;">In quali obissi o in quali cieli<br />
accese il fuoco dei tuoi occhi?<br />
Sopra quali ali osa slanciarsi?<br />
E quale mano osa afferrare il fuoco?</p>
<p style="text-align: center;">E quali spalle, quale arte,<br />
poté torcerti i tendini del cuore?<br />
E quando il tuo cuore ebbe il primo palpito,<br />
Quale tremenda mano? Quale tremendo piede?</p>
<p style="text-align: center;">Quale la mazza? Quale la catena?<br />
In quale fornace fu il tuo cervello?<br />
Quale incudine? Quale morsa robusta<br />
osò serrarne i terrori funesti?</p>
<p style="text-align: center;">Quando gli astri tiravano alla terra le loro lance,<br />
Ed empivano il paradiso coi loro pianti,<br />
sorrise osservando il suo lavoro compiuto?<br />
Chi creò l’Agnello creò anche te?</p>
<p style="text-align: center; margin-bottom: 60px;">Tigre! Tigre! Divampante fulgore<br />
nelle foreste della notte,<br />
quale fu l’immortale mano o l’occhio<br />
ch’osò formare la tua terrificante simmetria?</p>
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		<title>Ode an einen berühmten Krieger</title>
		<link>http://www.alessandrotomasi.it/blog/2010/07/ode-an-einen-beruhmten-krieger/</link>
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		<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 21:33:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Tomasi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Le note sono bianche Le note sono nere Da quando bianco e nero formano un arcobaleno? Le note sono punti Le note sono linee In che modo punti e linee creano una meraviglia? Le mani suonano piano Le mani suonano forte Solo l&#8217;uomo può suonare piano-e-forte Le note bianche abbagliano l&#8217;anima Le note nere imbrogliano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="Tastiera di un pianoforte by gutter" src="http://farm4.static.flickr.com/3004/2337793391_2e7e37b29c.jpg" alt="" width="500" height="333" /></p>
<p style="text-align: center;">Le note sono bianche<br />
Le note sono nere<br />
Da quando bianco e nero<br />
formano<br />
un arcobaleno?</p>
<p style="text-align: center;">Le note sono punti<br />
Le note sono linee<br />
In che modo punti e linee<br />
creano<br />
una meraviglia?</p>
<p style="text-align: center;">Le mani suonano piano<br />
Le mani suonano forte<br />
Solo l&#8217;uomo<br />
può suonare<br />
piano-e-forte</p>
<p style="text-align: center;">Le note bianche abbagliano l&#8217;anima<br />
Le note nere imbrogliano i pensieri<br />
Solo l&#8217;uomo può mescolarle<br />
creando un emozione.</p>
<p style="text-align: center;">Il vecchio suona<br />
il ragazzo piange.<br />
E all&#8217;ombra di una sera<br />
si unisce<br />
il piano<br />
al forte</p>
<p style="text-align: center;">il sorriso<br />
al pianto</p>
<p style="text-align: center;">la mente<br />
al cuore</p>
<p style="text-align: center; margin-bottom:100px">il respiro<br />
al silenzio</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.alessandrotomasi.it/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>83esima Adunata Nazionale degli Alpini &#8211; Bergamo</title>
		<link>http://www.alessandrotomasi.it/blog/2010/05/83esima-adunata-nazionale-degli-alpini-bergamo/</link>
		<comments>http://www.alessandrotomasi.it/blog/2010/05/83esima-adunata-nazionale-degli-alpini-bergamo/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 May 2010 14:30:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Tomasi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[83esima Adunata Nazionale Aplini]]></category>
		<category><![CDATA[Adunata]]></category>
		<category><![CDATA[Adunata Nazionale Alpini]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Tomasi]]></category>
		<category><![CDATA[Alpini]]></category>
		<category><![CDATA[Bergamo]]></category>
		<category><![CDATA[foto Alessandro Tomasi]]></category>
		<category><![CDATA[photography]]></category>

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		<description><![CDATA[Non ho la pretesa di raccontarvi cosa sia un Adunata Nazionale degli Alpini: potete trovare articoli in rete molto esaustivi. Vi posso dire invece che sono cresciuto nella terra dell&#8217;Adamello, teatro principale della Guerra Bianca. Vi posso dire che quelle genti nutrono per il corpo degli Alpini un rispetto profondo, perché con la loro vita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://http://www.alessandrotomasi.it/gallery/index.php?album=bergamo-83esima-adunata-nazionale-alpini"><img class="aligncenter" title="83esima Adunata Nazionale degli Alpini - Bergamo" src="http://www.alessandrotomasi.it/gallery/index.php?album=bergamo-83esima-adunata-nazionale-alpini&amp;image=_DSC6094_1.jpg&amp;p=*full-image" alt="" width="465" height="310" /></a></p>
<p style="margin-top:60px" align="justify">Non ho la pretesa di raccontarvi cosa sia un Adunata Nazionale degli  Alpini: potete trovare articoli in rete molto esaustivi. Vi posso dire  invece che sono cresciuto nella terra dell&#8217;Adamello, teatro principale  della Guerra Bianca. Vi posso dire che quelle genti nutrono per il corpo  degli Alpini un rispetto profondo, perché con la loro vita hanno difeso  quelle vallate, ed insieme ad esse i confini dell&#8217;Italia di allora.  E  così anche io.  Ho camminato in mezzo a queste persone a Bergamo, ho  bevuto con loro, ho cantato con loro, li ho visti sfilare colmi di  fierezza. E guardando quei volti, non ho potuto evitare di commuovermi.</p>
<p style="margin-top: 100px; margin-bottom: 60px;" align="justify"><em>«  &#8230;Corro e busso alla porta di un&#8217;isba. Entro.<br />
Vi sono dei soldati russi, là. Dei prigionieri? No. Sono armati. Con la stella rossa sul berretto! Io ho in mano il fucile. Li guardo impietrito. Essi stanno mangiando attorno alla tavola. Prendono il cibo con il cucchiaio di legno da una zuppiera comune. E mi guardano con i cucchiai sospesi a mezz&#8217;aria. &#8211; Mnié khocetsia iestj, &#8211; dico. Vi sono anche delle donne. Una prende un piatto, lo riempie di latte e miglio, con un mestolo, dalla zuppiera di tutti, e me lo porge. Io faccio un passo avanti, mi metto il fucile in spalla e mangio. Il tempo non esiste più. I soldati russi mi guardano. Le donne mi guardano. I bambini mi guardano. Nessuno fiata. C&#8217;è solo il rumore del mio cucchiaio nel piatto. E d&#8217;ogni mia boccata. &#8211; Spaziba, &#8211; dico quando ho finito. E la donna prende dalle mie mani il piatto vuoto. &#8211; Pasausta, &#8211; mi risponde con semplicità. I soldati russi mi guardano uscire senza che si siano mossi. Nel vano dell&#8217;ingresso vi sono delle arnie. La donna che mi ha dato la minestra, è venuta con me come per aprirmi la porta e io le chiedo a gesti di darmi un favo di miele per i miei compagni. La donna mi dà il favo e io esco.<br />
Così è successo questo fatto. Ora non lo trovo affatto strano, a pensarvi, ma naturale di quella naturalezza che una volta dev&#8217;esservi stata tra gli uomini. Dopo la prima sorpresa tutti i miei gesti furono naturali, non sentivo nessun timore, né alcun desiderio di difendermi o di offendere. Era una cosa molto semplice. Anche i russi erano come me, lo sentivo. In quell&#8217;isba si era creata tra me e i soldati russi, e le donne e i bambini un&#8217;armonia che non era un armistizio. Era qualcosa di più del rispetto che gli animali della foresta hanno l&#8217;uno per l&#8217;altro. Una volta tanto le circostanze avevano portato degli uomini a saper restare uomini. Chissà dove saranno ora quei soldati, quelle donne, quei bambini. Io spero che la guerra li abbia risparmiati tutti. Finché saremo vivi ci ricorderemo, tutti quanti eravamo, come ci siamo comportati. I bambini specialmente. Se questo è successo una volta potrà tornare a succedere. Potrà succedere, voglio dire, a innumerevoli altri uomini e diventare un costume, un modo di vivere&#8230; »</em> [Mario Rigoni Stern]<em></em></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.alessandrotomasi.it/gallery/index.php?album=bergamo-83esima-adunata-nazionale-alpini"><img class="alignnone" style="margin: 5px;" title="DSC6064" src="http://www.alessandrotomasi.it/gallery/index.php?album=bergamo-83esima-adunata-nazionale-alpini&amp;image=_DSC6064_1.jpg&amp;p=*full-image" alt="" width="202" height="134" /></a><a href="http://www.alessandrotomasi.it/gallery/index.php?album=bergamo-83esima-adunata-nazionale-alpini"><img class="alignnone" style="margin: 5px;" title="DSC6085" src="http://www.alessandrotomasi.it/gallery/index.php?album=bergamo-83esima-adunata-nazionale-alpini&amp;image=_DSC6085_1.jpg&amp;p=*full-image" alt="" width="203" height="134" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.alessandrotomasi.it/gallery/index.php?album=bergamo-83esima-adunata-nazionale-alpini"><img class="alignnone" style="margin: 5px;" title="DSC6126" src="http://www.alessandrotomasi.it/gallery/index.php?album=bergamo-83esima-adunata-nazionale-alpini&amp;image=_DSC6126_1.jpg&amp;p=*full-image" alt="" width="204" height="136" /></a><a href="http://www.alessandrotomasi.it/gallery/index.php?album=bergamo-83esima-adunata-nazionale-alpini"><img class="alignnone" style="margin: 5px;" title="DSC6207" src="http://www.alessandrotomasi.it/gallery/index.php?album=bergamo-83esima-adunata-nazionale-alpini&amp;image=_DSC6207_1.jpg&amp;p=*full-image" alt="" width="202" height="135" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.alessandrotomasi.it/gallery/index.php?album=bergamo-83esima-adunata-nazionale-alpini"><img class="alignnone" style="margin: 5px;" title="DSC6221" src="http://www.alessandrotomasi.it/gallery/index.php?album=bergamo-83esima-adunata-nazionale-alpini&amp;image=_DSC6221_1.jpg&amp;p=*full-image" alt="" width="141" height="209" /></a><a href="http://www.alessandrotomasi.it/gallery/index.php?album=bergamo-83esima-adunata-nazionale-alpini"><img class="alignnone" style="margin: 5px;" title="DSC6259" src="http://www.alessandrotomasi.it/gallery/index.php?album=bergamo-83esima-adunata-nazionale-alpini&amp;image=_DSC6259_1.jpg&amp;p=*full-image" alt="" width="139" height="209" /></a></p>
<p style="margin-top:30px; margin-bottom:60px" align="justify">L&#8217;album con tutte le foto dell&#8217;adunata? Lo trovate <a title="83esima Adunata Nazionale degli Alpini a Bergamo - Galleria di Foto" href="http://www.alessandrotomasi.it/gallery/index.php?album=bergamo-83esima-adunata-nazionale-alpini" target="_blank">qui</a></p>
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		<title>You wear a thousand faces, tell me, tell me witch is you</title>
		<link>http://www.alessandrotomasi.it/blog/2010/02/you-wear-a-thousand-faces-tell-me-tell-me-witch-is-you/</link>
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		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 23:12:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Tomasi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri nell'oscurità]]></category>

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		<description><![CDATA[Ombra maledetta, assedia questa mente resto qui seduto, resto ad osservare di un corpo così debole, di un anima impotente chi non posso odiare, chi non posso amare!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" title="Whispers" src="http://www.alessandrotomasi.it/blog/immagini/ombra_piccola.jpg" alt="" width="508" height="345" /></p>
<p style="text-align: center; margin-bottom:60px;">Ombra maledetta, assedia questa mente<br />
resto qui seduto, resto ad osservare<br />
di un corpo così debole, di un anima impotente<br />
chi non posso odiare, chi non posso amare!</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.alessandrotomasi.it/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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