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Ludovico Einaudi

Ludovico Einaudi

Ho creduto doveroso attendere per descrivere il concerto di Ludovico Einaudi. Perché? Perché sarei finito a scrivere innumerevoli pagine su cosa ho provato, sulle emozioni, sulla sua musica, per poi probabilmente non riuscire a comunicare nulla di ciò che veramente è un suo concerto. Un po’ come il té va lasciato infondere per donare il suo aroma, così, a volte, anche l’inchiostro non va gettato con foga su un foglio di carta. Ma oggi tutto è grigio, oggi tutto è acqua, tutto è ruggine. Oggi sono pronto.

Si può descrivere l’amore? Si può descrivere la vita? Si può spiegare ad un bambino la metafisica? Verosimilmente no, ma probabilmente si. E allora sapete cosa vi dico? Ascoltate un concerto di Ludovico Einaudi, e scoprirete che siete ancora capaci di commuovervi, di viaggiare con la mente, e che sapete ancora ascoltare il battito del vostro cuore, il suono del vostro respiro.

Questo è Ludovico Einaudi. Questo è un suo concerto.

Non sapete chi è Ludovico Einaudi? Guardate

qui (wikipedia)

qui (myspace)

qui (sito ufficiale)

qui (youtube)

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Riporto di seguito una notizia tratta da La Repubblica. In grassetto le nozioni che ritengo importanti.

Caro direttore, un anno è passato dalla “fine di un incubo”. Era un incubo nostro, degli Englaro, perché avevamo un componente della famiglia in balìa di mani altrui, contro la sua volontà. Ma credo che questo incubo familiare sia entrato in molte case. Incontro sempre più persone che vogliono stringermi la mano, salutarmi e dirmi grazie. Penso che questa gente abbia capito il senso dei diritti individuali di libertà delle persone. Sono convinto che molti si siano resi conto del prezzo che abbiamo pagato.

C’è una questione che viene sempre capovolta. Mi sento dire: “Mai più Eluane”. E cioè, mai più contro la sacralità della vita e la sua indisponibilità. Ma, secondo me, è l’esatto contrario. E cioè, nessuno deve avere il potere di disporre di un’altra vita com’è avvenuto per Eluana. Il miglior modo di tutelare la vita in tutte le situazioni è affidarne le decisioni a chi la vive. Sia a chi è in condizioni di intendere e volere, sia a chi non è più capace, ma ha spiegato che cosa avrebbe voluto per sé. Che cosa mi diceva Eluana? “La morte l’accetto, fa parte della vita, ma che altri mi possano ridurre a una condizione di non-morte e di non-vita, no, questo non l’accetto”. C’è chi la pensa in maniera diversa, e lo so bene. Ma so bene anche che mentre Eluana moriva, il Parlamento aveva organizzato una corsa per approvare una norma che annullasse quello che aveva stabilito la corte di Cassazione.

C’era un giudicato e c’erano dei politici che volevano sovvertirlo. C’era una nostra lunga e dolorosa battaglia, e c’era chi voleva farne carta straccia. Sembrava che quella legge fosse indispensabile per gli italiani. Che fosse fondamentale per la salvaguardia ideologica di alcuni partiti. Adesso io vorrei dire: è passato un anno, e la legge non c’è. Come mai? A che punto è? Tutta quella forza d’urto lanciata mentre una ragazza moriva dov’è finita?

Vedo che non hanno capito niente: i politici ne fanno una questione di conflitto di poteri, di chi decide che cosa. Dimenticano che la corte costituzionale s’è già espressa, avallando l’operato della magistratura di fronte a un cittadino che s’era rivolto a loro per il riconoscimento di un suo diritto. E se questi politici leggono bene la sentenza del 16 ottobre 2007, capiscono che è perfettamente allineata ai principi della nostra Costituzione.

Se i politici vogliono riappropriarsi, come del resto a loro spetta, del diritto “dell’ultima parola” su temi eticamente controversi, devono tenere conto di quello che è accaduto sinora. E come diceva Pulitzer, “un’opinione pubblica bene informata è la nostra corte suprema“. I sondaggi ci sono, dicono che il mio è il sentire comune. E invece questa legge, così come viene formulata, non tiene e non terrà. E poi come non considerare che anche la terza carica dello Stato si è espressa sul tema, mettendo in guardia il legislatore da autoritarismi da stato etico?

I cittadini, come era esasperatamente cittadina Eluana, vogliono essere messi in condizione di assumersi le loro responsabilità. E non essere trattati come se non fossero responsabili delle loro scelte di coscienza. Un anno dopo la morte di Eluana, io voglio semplicemente separare la tragedia privata di aver perso una figlia dalla violenza terapeutica. Non credo che la medicina giusta sia quella che offre una “vita senza limiti”. Eluana un anno dopo è come un anno fa, o diciotto anni fa: un simbolo pulito della libertà individuale. Ed è nel mio cuore costantemente.

Qui la notizia originale.

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Alla mia umile dimora sono giunti nuovi visitatori.

Alla mia umile dimora sono giunti una perla graziosa, una foglia di alloro e un protettore di uomini e di figli.

Alla mia dimora giunge ogni mattina una nuvola bianca. Ma questa non è una novità………………..O forse si?

O forse si?

Alla mia dimora sono giunti nuovi visitatori dallo sguardo sospettoso e, francamente, non posso certo biasimarli. Ho rubato il loro serto, e devo pagare dazio. Il cielo non è di tutti.

Alla mia dimora sono giunti nuovi visitatori. E voglio essere sincero. Mi sono innamorato di una nuvola. Di un amore che spacca, di un amore che dirompe. Di quell’amore irrazionale, che fa fare le cose più folli. L’amore è la ragione per cui tutti dovremmo vivere, sapete?

Alla mia dimora sono giunti nuovi visitatori. E voglio essere cristallino. Non c’è nulla da ammirare, non c’è nulla da capire. Nessun libro greco, nessuna poesia di Saffo.Provate con Tolkien. Otterrete risultati migliori.

Cosa c’è in fondo? Assolutamente nulla. Non odiatemi ve ne prego, perché sono molto più infelice di tante altre persone su questa bella terra. Non riesco a camminare con la sola forza delle mie gambe. Certe notti sono accompagnate dall’amaro pianto di un rimorso che non posso eliminare.

Avete vinto nell’istante in cui siete entrati, miei amati visitatori. Avete vinto perché mi siete più cari di quanto potreste continuare a credere,finché non avrete modo di conoscere il motivo per cui vi voglio bene.

E con questo, miei cari Capuleti – nome che tengo caro come il mio – tenetevi soddisfatti.

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http://fc00.deviantart.net/fs7/i/2005/214/5/3/Concert_of_Ludovico_Einaudi_by_GrigioMedio.jpg

Oggi? Si.

Ieri? Si.

Domani? Di più.

E così via. Giorni che si susseguono l’uno all’altro, vicino al calore di un fuoco che non accenna a spegnersi. Serate trascorse ad innamorarsi perdutamente. Nottate passate e rileggere frasi, poesie, canzoni, foto, per farsi del male. La vita è un mistero, e l’amore, suo riflesso, altrettanto. Buonanotte a te, buonanotte a me. In un altra vita, buonanotte a noi.

Ma in fondo, buonanotte a noi anche in questa. Continuiamo a rubare minuti al tempo. Le lacrime potranno sgorgare sempre abbondantemente, il pianto irrompere amaramente sul nostro viso, ma…

ma…

ma…

Ma in fondo, c’è sempre un Ludovico che suona per noi. Continuiamo a farlo suonare.

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In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente; ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l’altra; e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà a fare un miglio, tu fanne con lui due. Da’ a chi ti domanda e a chi desidera da te un prestito non volgere le spalle”.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste”.

Il tuo cuore è ancora in grado di perdonare? Oppure è talmente frantumato da non distinguere tra amici e nemici, tra conosciuti e sconosciuti?

I tuoi occhi sono ancora in grado di guardare, di mettere a nudo, di leggere dentro?

Sai ancora accettare un compromesso? Sai ancora mettere da parte te stessa?

Sei in grado di far rinascere un cuore?

Come sempre, riconosco il valore di quello che perdo, e mai di quello che ho.

Interrogativi nel buio. Enigmi nell’oscurità. Attendo una risposta, fremo per un sì. Nel frattempo, mi asciugo le ossa.

Buonanotte, e che sia davvero una buona notte.

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Come puoi crescere se smetti di stupirti?

Così ora vi dico, riscoprite voi stessi. Riscoprite il prossimo. Riscoprite il calore di un abbraccio, il piacere di una carezza, il sorriso di un bambino.

Come puoi stringere una mano se il tuo pugno resta chiuso?

Così ora vi impongo. Evitate la rabbia, dimenticate il rancore. L’odio genera altro odio. Troppe tombe sono poste sulle fondamenta dell’astio. Evitate che anche la vostra riposi su un terreno così malsano.

Come puoi raccontarti se la tua anima ti ha abbandonato?

Così ora vi esorto: riscoprite la bellezza del Credere. Abbandonatevi tra le braccia della Fede. Buttatevi nel burrone dell’Incredibile, e assaporate la bellezza di un Dio in cui avete sempre creduto.

Come puoi edificare la tua dimora senza la pietra angolare?

Così ora vi prego: costruite legami saldi e duraturi, ma soprattutto veri. Gli amici sono un bene così prezioso, che la falsità non fa loro onore. Le rose non hanno forse le spine? Così anche l’amicizia. Imparate ad amare le spine, poiché da esse riconoscete un fiore vero.

Come puoi ricostruire un vaso se ti mancano i cocci?

Così ora vi ammonisco. Dimenticate l’orgoglio. Se un vaso si rompe, non badate a non tagliarvi o al contenuto, ma al contenitore. Come può esservi una linea se non vi sono due punti? Al contrario, se vi è una linea vi saranno anche i punti. Voi siete il contenuto, voi riempite il contenitore. Imparate l’arte del vasaio, e ricostruite i vostri vasi. Saranno sempre troppo amare le lacrime versate sul volto del rimpianto.

Come puoi insegnare a correre se non sai camminare?

Incoerenza è il mio secondo nome. In fondo, sono solo un uomo che indica una strada per poi prenderne un altra. Il bambino che ero non ha mai smesso, e l’uomo che sono non smetterà mai di soffrire. Non potete riparare ciò che è nato per essere rotto.

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Saudade

Hello teacher tell me what’s my lesson
Look right through me
Look right through me

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De ce terrible paysage,
Tel que jamais mortel n’en vit,
Ce matin encore l’image,
Vague et lointaine, me ravit.

Con estremo ritardo riesco finalmente a pubblicare le foto di Parigi scattate a Luglio. Le trovate qui:

http://www.alessandrotomasi.it/gallery/?p=gallery


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A cosa stai pensand0?

Il cursore della pagina di Facebook lampeggia. Richiede nuovi pensieri, nuove emozioni.

Cosa penso? Penso che la vita questa sera la odio, e che questa sera fa un po’ tutto schifo.

Penso che Facebook si debba fare i cazzi suoi, quindi scrivo sul MIO blog. Penso che devo anestetizzare il mal di denti, il mal di cuore. Penso che non ho fatto medicina, che non ho fatto anestesia e rianimazione, e che di certe cose non ne capirò mai nulla. Un po’ come nei servizi in ambulanza, un po’ come nella vita. Vedi cosa stà succedendo, cogli dei sintomi, ma non li sai interpretare. Per la gente normale come me, per noi umani, l’elettrocardiogramma non sarà mai null’altro che una linea ballerina, degli scarabocchi fin troppo accennati, solo abbozzati. Come i quadri moderni. Non vogliono dire un cazzo, ma la gente ci trova del bello, ci trova del SIGNIFICATO e del SIGNIFICANTE. Ma in fondo va bene così, la mia aspirazione non è mai andata oltre al “vendere aulin e preservativi”. L’aulin è fuori legge. Mi rimangono i preservativi. In un certo qual senso potrei salvare anche io delle vite vendendo profilattici. O forse no? O forse mi racconto delle gran balle.

Rifletto sulle parole che ho appena scritto. Merda, fanno schifo. Bevo un sorso dalla bottiglia di vino. Senza bicchiere. Stasera mi sento un po’ rude, un po’ ubriacone che puzza di vino di quarta categoria. Vino aperto da giorni: ormai sa di aceto. Ma in fondo va bene, l’alcol anestetizza il dolore.

Il pezzo di fumo è caduto per terra. Impreco, lo raccolgo, e penso che non sono buono nemmeno per farmi una canna. Mica lo ripulisco troppo il fumo, che tanto ciò che non uccide fortifica. Tengo un po’ il vino in bocca. Si scalda, e quando scende in gola brucia. Nel frattempo preparo il tutto. Non ho tutto l’occorrente, ma in fondo l’essenziale c’è. Marijuana, fumo, tabacco biondo, una marlboro rossa svuotata. Ci ho impiegato 10 minuti a farla. Dilettante. Eppure me la godo. In sottofondo ci sono i Radiohead. Lo schermo lo vedo attraverso il fumo della sigaretta-cannetta. Quanto si consuma in fretta ciò che ho preparato con tanta pazienza, con tanta cura? Un po’ come la vita, un po’ come i sogni. Ci impieghi 20 anni a costruirti una strada, un cazzo di sentiero per arrivare in vetta, e poi basta un attimo per mandare tutto a puttane. Fumo, un po’ nervoso e un po’ triste,un po’ ubriaco e un po’ annebbiato. Mi tocca anche accendermi un sigaro, che i pensieri mica scorrono da soli.

Cazzo. Non ho cerini. I sigari non si accendono con nient’altro che non sia legno. Così prendo una matita, le do fuoco e mi accendo il mio sigaro. Henri Wintermans, anni 80. 29 anni di sigaro. Niente male per un pivellino come me. Mentre fumo mi compiaccio, e ringrazio mia madre per un così bel regalo. La vita potrà anche andare di merda, la serata potrà non essere delle migliori, ma in fondo, ci sono sempre i sigari di mia madre. Forse non è così brutto. Forse se lo vuoi davvero, puoi trovare del bello anche nel brutto. Come quando ti abitui al buio. Bello/Brutto. Luce/Oscurità.

è mai possibile che manchi della buona musica in casa mia? Cerco i cd dei Radiohead, e scopro che li ho tutti in macchina. Così ascolto pablo honey. Gran bel cd, nulla da dire, ma in una serata come questa avrei preferito Kid A e Amnesiac. Amnesia. Perché dimenticare a volte fa bene. Anche solo per una sera. Anche solo finché non sorge di nuovo il sole, e ricomincia un altro giorno. Solo per darsi l’illusione di essere diversi. In fondo i sogni sono gratis no?

Ve l’ho già detto che vi amo? Forse si, forse no. Forse pensate che la parola amore per me non significhi nulla. Forse non avete capito un cazzo di niente. Forse non avete capito che l’amore è la vita, e che la vita degli altri non si giudica. Forse sono troppo ubriaco, forse ho fumato troppo. Forse domani mi risveglierò con un gran mal di testa. Forse domani mi toccherà studiare comunque chimica organica per dare un senso alla mia giornata. Per darmi almeno l’impressione di amarla, questa vita del cazzo.

Odi et amo,

Quare id faciam, fortasse requiris.

Nescio.

Sed fieri sentio ed excrucior.

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A une passante

a una passante

La rue assourdissante autour de moi hurlait.

Longue, mince, en grand deuil, douleur majestueuse,
Une femme passa, d’une main fastueuse
Soulevant, balançant le feston et l’ourlet ;

Agile et noble, avec sa jambe de statue.
Moi, je buvais, crispé comme un extravagant,
Dans son oeil, ciel livide où germe l’ouragan,
La douceur qui fascine et le plaisir qui tue.

Un éclair… puis la nuit ! – Fugitive beauté
Dont le regard m’a fait soudainement renaître,
Ne te verrai-je plus que dans l’éternité ?

Ailleurs, bien loin d’ici ! trop tard ! jamais peut-être !
Car j’ignore où tu fuis, tu ne sais où je vais,
Ô toi que j’eusse aimée, ô toi qui le savais !

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