A cosa stai pensand0?
Il cursore della pagina di Facebook lampeggia. Richiede nuovi pensieri, nuove emozioni.
Cosa penso? Penso che la vita questa sera la odio, e che questa sera fa un po’ tutto schifo.
Penso che Facebook si debba fare i cazzi suoi, quindi scrivo sul MIO blog. Penso che devo anestetizzare il mal di denti, il mal di cuore. Penso che non ho fatto medicina, che non ho fatto anestesia e rianimazione, e che di certe cose non ne capirò mai nulla. Un po’ come nei servizi in ambulanza, un po’ come nella vita. Vedi cosa stà succedendo, cogli dei sintomi, ma non li sai interpretare. Per la gente normale come me, per noi umani, l’elettrocardiogramma non sarà mai null’altro che una linea ballerina, degli scarabocchi fin troppo accennati, solo abbozzati. Come i quadri moderni. Non vogliono dire un cazzo, ma la gente ci trova del bello, ci trova del SIGNIFICATO e del SIGNIFICANTE. Ma in fondo va bene così, la mia aspirazione non è mai andata oltre al “vendere aulin e preservativi”. L’aulin è fuori legge. Mi rimangono i preservativi. In un certo qual senso potrei salvare anche io delle vite vendendo profilattici. O forse no? O forse mi racconto delle gran balle.
Rifletto sulle parole che ho appena scritto. Merda, fanno schifo. Bevo un sorso dalla bottiglia di vino. Senza bicchiere. Stasera mi sento un po’ rude, un po’ ubriacone che puzza di vino di quarta categoria. Vino aperto da giorni: ormai sa di aceto. Ma in fondo va bene, l’alcol anestetizza il dolore.
Il pezzo di fumo è caduto per terra. Impreco, lo raccolgo, e penso che non sono buono nemmeno per farmi una canna. Mica lo ripulisco troppo il fumo, che tanto ciò che non uccide fortifica. Tengo un po’ il vino in bocca. Si scalda, e quando scende in gola brucia. Nel frattempo preparo il tutto. Non ho tutto l’occorrente, ma in fondo l’essenziale c’è. Marijuana, fumo, tabacco biondo, una marlboro rossa svuotata. Ci ho impiegato 10 minuti a farla. Dilettante. Eppure me la godo. In sottofondo ci sono i Radiohead. Lo schermo lo vedo attraverso il fumo della sigaretta-cannetta. Quanto si consuma in fretta ciò che ho preparato con tanta pazienza, con tanta cura? Un po’ come la vita, un po’ come i sogni. Ci impieghi 20 anni a costruirti una strada, un cazzo di sentiero per arrivare in vetta, e poi basta un attimo per mandare tutto a puttane. Fumo, un po’ nervoso e un po’ triste,un po’ ubriaco e un po’ annebbiato. Mi tocca anche accendermi un sigaro, che i pensieri mica scorrono da soli.
Cazzo. Non ho cerini. I sigari non si accendono con nient’altro che non sia legno. Così prendo una matita, le do fuoco e mi accendo il mio sigaro. Henri Wintermans, anni 80. 29 anni di sigaro. Niente male per un pivellino come me. Mentre fumo mi compiaccio, e ringrazio mia madre per un così bel regalo. La vita potrà anche andare di merda, la serata potrà non essere delle migliori, ma in fondo, ci sono sempre i sigari di mia madre. Forse non è così brutto. Forse se lo vuoi davvero, puoi trovare del bello anche nel brutto. Come quando ti abitui al buio. Bello/Brutto. Luce/Oscurità.
è mai possibile che manchi della buona musica in casa mia? Cerco i cd dei Radiohead, e scopro che li ho tutti in macchina. Così ascolto pablo honey. Gran bel cd, nulla da dire, ma in una serata come questa avrei preferito Kid A e Amnesiac. Amnesia. Perché dimenticare a volte fa bene. Anche solo per una sera. Anche solo finché non sorge di nuovo il sole, e ricomincia un altro giorno. Solo per darsi l’illusione di essere diversi. In fondo i sogni sono gratis no?
Ve l’ho già detto che vi amo? Forse si, forse no. Forse pensate che la parola amore per me non significhi nulla. Forse non avete capito un cazzo di niente. Forse non avete capito che l’amore è la vita, e che la vita degli altri non si giudica. Forse sono troppo ubriaco, forse ho fumato troppo. Forse domani mi risveglierò con un gran mal di testa. Forse domani mi toccherà studiare comunque chimica organica per dare un senso alla mia giornata. Per darmi almeno l’impressione di amarla, questa vita del cazzo.
Odi et amo,
Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio.
Sed fieri sentio ed excrucior.